Quaranta posti a tempo pieno e indeterminato nei piccoli Comuni siciliani: la Commissione Ripam ha aperto la selezione per funzionari qualificati, con dodici municipi distribuiti tra le province di Palermo, Messina e Caltanissetta pronti ad accogliere nuove professionalità.

Il bando rientra in un piano nazionale che prevede il reclutamento complessivo di 178 figure altamente specializzate, destinate a sostenere i processi di digitalizzazione e modernizzazione degli enti locali. All’Isola spettano 40 dei posti disponibili.

I Comuni coinvolti sono dodici: Alimena, Trappeto e Valledolmo nel Palermitano; Montedoro e Milena nel Nisseno; Castelmola, Condrò, Falcone, Gallodoro, Pagliara, San Teodoro e Santa Domenica Vittoria nel Messinese. Quattro le aree professionali coperte: giuridica, economico-contabile, digitale e ingegneria/architettura.

Come funziona la selezione

La prova è unica per tutti i profili: 40 quesiti a risposta multipla sulla preparazione tecnica dei candidati. Una volta stilate le graduatorie finali, i vincitori sceglieranno il Comune di destinazione seguendo l’ordine di merito e rispettando i requisiti specifici di ciascun codice concorsuale.

L’iter è interamente digitale: le domande vanno inviate tramite il portale unico del reclutamento inPA entro le ore 12 del 23 giugno 2026. Sullo stesso portale è possibile consultare le materie d’esame e verificare i requisiti di accesso.

Anci Sicilia: «Giusta direzione, ma servono migliaia di posti»

Il segretario generale dell’Anci Sicilia, Mario Emanuele Alvano, accoglie con favore l’iniziativa ma indica i limiti dell’intervento: «Questo concorso va nella direzione giusta e consente ai pochi municipi coinvolti di rafforzare strutture amministrative ormai ridotte all’osso. Tuttavia, per produrre un cambiamento significativo nel sistema degli enti locali nel suo complesso, servirebbero bandi per centinaia, se non migliaia di unità».

Alvano solleva anche il tema dell’attrattività: «Senza interventi sulle retribuzioni e sulle condizioni di lavoro, il rischio è che parte delle professionalità selezionate scelga successivamente percorsi più convenienti e meno gravosi».

Un segnale positivo, dunque, ma insufficiente da solo a colmare il deficit strutturale di personale che da anni affligge gli enti locali siciliani.

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