La procura di Termini Imerese ha avanzato le sue richieste di condanna nel processo sulla strage di Altavilla Milicia: trent’anni di reclusione per Giovanni Barreca, il capofamiglia accusato di aver sterminato moglie e due figli nel febbraio del 2024, e il carcere a vita per i suoi complici Sabrina Fina e Massimo Carandente. La differenza di pena si spiega con il riconoscimento, da parte dell’accusa, di un parziale vizio di mente per Barreca.

Secondo la ricostruzione del pubblico ministero Manfredi Lanza, nella villetta alla periferia del piccolo comune palermitano si consumò un massacro senza precedenti: Antonella Salamone e i figli Kevin, allora diciassettenne, ed Emanuel, di cinque anni, furono prima torturati per ore e poi uccisi. Le torture, descritte in aula con agghiacciante precisione, colpirono in modo particolare il più piccolo, percosso ripetutamente con un attizzatoio e un asciugacapelli. Il corpo della donna fu bruciato con tale violenza che le ossa risultarono inutilizzabili persino per l’analisi del Dna: “Come se fossero passate per un forno crematorio”, ha detto il pm nella sua requisitoria.

A trascinare gli adulti nel delirio fu un fanatismo religioso degenerato: Barreca, Fina e Carandente — conosciutisi in una comunità evangelica e autodefinitisi “fratelli di dio” — erano convinti che il demonio abitasse nelle vittime e nell’abitazione. Gli omicidi furono preceduti da sessioni di preghiera collettiva e da atti di violenza progressivamente escalanti.

Alla strage sopravvisse soltanto Miriam, la figlia maggiorenne di Barreca. Condannata in primo grado a dodici anni e otto mesi per concorso negli omicidi, è stata poi assolta in appello: i giudici hanno ritenuto che all’epoca dei fatti fosse in stato di incapacità di intendere e di volere, vittima essa stessa di una condizione di sottomissione psicologica. La ragazza vive oggi in una struttura protetta fuori dalla Sicilia, seguita da educatori e specialisti.

In aula, la rabbia della famiglia di Antonella Salamone si è fatta sentire con forza. Il fratello Calogero, arrivato dal novarese, ha invocato l’ergastolo per tutti gli imputati, Barreca compreso: “Quello che hanno fatto è stato peggio di un film dell’orrore. Devono restarci per sempre in carcere”. Dopo la requisitoria sono iniziate le arringhe della difesa; la prossima udienza è fissata per il 10 giugno.

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